Cucina tipica a Palermo

Da Trattoria Piccolo Napoli si possono gustare i piatti della cucina tipica di Palermo oltre al pesce fresco di giornata. All'ingresso del locale si trova un banchetto dove è esposto il pesce e il buffet degli antipasti con i vassoi di caponata di melanzane, carciofi attuppati, frittedda di fave, piselli e carciofi. 
La caponata è fatta con ortaggi fritti, in particolar modo di melanzane, conditi con passata di pomodoro, sedano, cipolla, olive e capperi, in salsa agrodolce. Questo piatto di solito viene considerato come un contorno o un antipasto, ma in passato era un piatto unico e veniva mangiato utilizzando del pane. L’etimologia della parola caponata è spagnola e significa affine, infatti, con il nome di caponata veniva chiamata la lampuga, un pesce che era servito sulle tavole dell'aristocrazia in salsa agrodolce. I poveri non avendo adisposizione questo cibo pregiato lo sostituirono con le più economiche melanzane. Esistono diversi tipi di caponata quante sono le città siciliane e, quella palermitana è la più semplice. Viene fatta con melanzane, olive verdi o bianche, cipolla, sedano, capperi, salsa di pomodoro, olio, sale, aceto e zucchero e, in alcune varianti, viene aggiunto basilico, pinoli e mandorle tostate grattugiate. Le melanzane devono essere tagliate a tocchi grandi, le olive siciliane sono intere e schiacciate ma senza osso e i tocchetti di sedano ben visibili. È stato grazie all’attività iniziata nel 1896 da un’antica famiglia di conservieri di Palermo che la caponata è diventata celebre in tutto il mondo, poiché fu  inscatolata in lattine saldate a mano, e commercializzata all’estero. 
La frittedda è fatta combinando fave piselli e carciofi, con l’agrodolce ottenuto con aceto zuccherato. Avendo un sapore molto particolare questo piatto è divenuto al contempo uno dei più semplici e rappresentativi della cucina tipica di Palermo. In passato veniva preparato in occasione di festività di San Giuseppe, infatti, perché riesca bene gli ingredienti devono essere freschissimi, tipici proprio di questo periodo dell’anno. 
I carciofi attuppati o tappati vengono così chiamati perché l’uovo sbattuto è usato, dopo essere stato fritto, per tappare il carciofo che precedentemente è stato riempito con del condimento simile al ragù. Il medesimo procedimento è impiegato anche per cucinare le Madonie, dove sono chiamati carciofi a polpetta, con ingredienti e la cottura uguali a quelli palermitani. La differenza sta nella preparazione poiché i carciofi vengono tagliati a metà, farciti, soffritti e ricomposti, unendo le due metà con un filo da cucina e infine cotti nella salsa di pomodoro. Il tipico carciofo di Palermo che viene usato anche in questo piatto è quello spinoso, molto tenero con foglie consistenti e carnose e gambo ben sodo.
Da Trattoria Piccolo Napoli chi lo desidera può ordinare alla carta, ma la maggior parte dei clienti abituali preferisce farsi consigliare dai titolari, come si addice ad un classico locale a gestione familiare.